Gioia di vivere

Nella nostra epoca sembrano moltiplicarsi le occasioni di svago e distrazione nella misura in cui diminuisce la gioia di vivere nelle sue espressioni più semplici e schiette. L’uomo veramente felice non sente il bisogno di fuggire da se stesso e dalle proprie condizioni abituali di vita. La corsa frenetica ai piaceri e ai divertimenti nasce da un disagio interiore, dalla noia, dall’insofferenza del proprio stato e dal bisogno di colmare il proprio deficit psicologico gettando nell’io il maggior numero possibile di stimolanti e reagenti. Svagarsi, divertirsi, distrarsi rientra nell’economia naturale e legittima della nostra mente che non può, come un motore, ripetere sempre i medesimi atti. Un’economia anormale e patologica è invece quella in cui la mente è schiava della propria irrequietezza, vittima di una smania che non si placa se non ricorrendo in misura sempre più frequente e intensa all’eccitamento provocato dai piaceri diversivi………All’origine di questa ricerca (dei piaceri diversivi) spesso morbosa e irrefrenabile, non vi è la gioia di vivere bensì la paura e lo smarrimento.

Questo brano è parte di un saggio di Remo Cantoni pubblicato sul settimanale milanese Epoca nei primi anni ‘50. La sua evidente attualità dimostra che in quasi 60 anni, nonostante l’indubbio miglioramento delle nostre condizioni economiche, abbiamo fatto ben pochi progressi quanto a gioia di vivere.

Autore: Gian Sandro Simonini

by Gianni Dalla Costa

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