UNA SQUADRA VINCENTE

In qualunque squadra vincente esiste un leader, una persona che, per il ruolo che ricopre, si assume la responsabilità del benessere del suo intero gruppo. Chi “comanda”, ovviamente, non deve essere guidato dal desiderio di primeggiare sugli altri quanto, piuttosto, dal dovere di provvedere alla serenità di chi è sotto di lui. Allo stesso modo chi fa parte di una squadra ma non la comanda, se desidera davvero il bene comune, ha il dovere di “obbedire” al suo capo, ben consapevole che le scelte fatte da quest’ultimo sono per il benessere di tutti. In breve, chi comanda, se lo fa secondo giustizia, è al servizio di chi apparentemente sta comandando. In un nucleo familiare, più che in qualsiasi altro ambito, è molto importante trovare questo tipo di equilibrio. Pensiamo al rapporto genitori-figli: se i primi non sanno comandare secondo giustizia o se gli ultimi non sanno obbedire agli obblighi che gli vengono imposti, è normale che mineranno fortemente la pace di quella famiglia. Lo stesso accade tra marito e moglie. Nel momento in cui le donne hanno sovvertito il loro ruolo all’interno della società, sostituendosi spesso alla posizione che avrebbe dovuto essere occupata da un uomo, le famiglie hanno cominciato a disgregarsi. E’ facile parlare di maschilismo o di limitazione della libertà individuale; io vi chiedo di riflettere oltre i soliti stereotipi. Fortunatamente oggi le donne possono scegliere, sono libere di avere un lavoro e di essere indipendenti, se lo desiderano. Il problema è che troppo spesso, quando esse sono anche madri e mogli, si vedono costrette, per ovvie ragioni, a sacrificare parte del loro ruolo familiare in nome dell’indipendenza e del denaro. Può anche accadere che si ritrovino sposate ad un uomo incapace di ricoprire pienamente il posto di capo famiglia, magari un individuo privo di senso di responsabilità e giustizia che le costringe a cercare altrove quella stabilità che non sentono di avere con lui. Fatto sta che è importante vedere il matrimonio come una vera e propria “vocazione”, che comporta un impegno serio. L’uomo dovrebbe essere consapevole del fatto che sta scegliendo di assumersi la piena responsabilità della felicità della moglie e dei figli che verranno; la donna dovrebbe avere piena fiducia nelle scelte dell’uomo che sta per sposare, consapevole che esse verranno fatte nell’interesse suo e dell’intera famiglia. Se mancano questi presupposti è meglio fermarsi in tempo; senza collaborazione una squadra, seppur formata da ottimi elementi,  è destinata ad essere presto sconfitta.

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